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Una delle grandi
novità introdotte dalla quinta edizione è stata l’istituzione
del “Premio Meeting”. Ogni anno verrà individuato
un soggetto la cui attività, politica, sociale, culturale, economica
merita di essere segnalata in rapporto con l’argomento affrontato
al Meeting. Nel 2002, in considerazione del titolo scelto “Migranti:cittadini
o forza lavoro?”, il prestigioso riconoscimento è stato
assegnato agli imprenditori Rahman Minahas della World Wide Media Center
di Ancona e Giovani Fileni della nota impresa alimentare.
“ In Italia
– spiega Albanese nel suo intervento - a causa del poco spazio
dedicato agli esteri, abbiamo un giornalismo a carattere provinciale.
Sarebbe opportuno, oltre che a ricercare nuovi mezzi di informazione,
cambiare atteggiamento sul modo di fare informazione. Nella gente –
continua il missionario comboniano - c’è un grande bisogno
di “mondialità”. Tali esigenze non devono e non possono
essere ignorate dagli organi di stampa”. Un uomo di “frontiera”,
dunque, a cui i MIssionari Scalabriniani hanno voluto consegnare il
premio: una scultura sanguigna in travertino, realizzata dall’artista
Floriano Ippoliti. I motivi che hanno supportato la scelta, si possono
sintetizzare nell’opera di promozione dei valori di una cultura
di pace per una sana convivenza tra i popoli. Riconoscendo, soprattutto,
l’impegno per creare una comunicazione sociale. Padre Giulio Albanese,
infatti, ha contribuito in maniera determinante, accendendo i riflettori
dell’informazione, a far apprendere alcune verità sconosciute
ad una parte del mondo. Le guerre della Guinea Bissau, ad esempio, della
Sierra Leone e dell’ex Zaire, oltre ad altre innumerevoli oppressioni
da parte di regimi totalitari, quali quello del Kyhartoum contro i cristiani
sudanesei, o al dramma di Safya.
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