Una delle grandi novità introdotte dalla quinta edizione è stata l’istituzione del “Premio Meeting”. Ogni anno verrà individuato un soggetto la cui attività, politica, sociale, culturale, economica merita di essere segnalata in rapporto con l’argomento affrontato al Meeting. Nel 2002, in considerazione del titolo scelto “Migranti:cittadini o forza lavoro?”, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato agli imprenditori Rahman Minahas della World Wide Media Center di Ancona e Giovani Fileni della nota impresa alimentare.
Per il secondo anno i missionari e laici Scalabriniani hanno deciso di assegnare il riconoscimento che premia il soggetto, singolo o collettivo, messosi in evidenza rispetto al tema del Meeting: “Globalizzazione e Migrazione in Europa”. E’ l’informazione ad essere premiata. Un’intuizione lungimirante quella di padre Giulio Albanese, uno dei precursori di questo settore rispetto alla questione migratoria. Nato a Roma, 44 anni fa, padre Albanese fa parte dell’Ordine missionario comboniano.


Ha compiuto i suoi studi teologici nei primi anni ’80 in Uganda, a Kampala. In molti paesi africani, in particolare il Kenya, ha svolto l’attività da giornalista. Successivamente è stato corrispondente per radio Vaticana da Nairobi e, nel 1996 ha lavorato alla CNN International di Atlanta in qualità di consulente sulle questioni del Continente Nero. Il 2 giugno, gli è stata attribuita dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, l’onorificenza di Grande Ufficiale per l’impegno di religiose a servizio delle missioni. Un percorso ambizioso e di grande rilievo, quello di padre Albanese, che raggiunge l’apice con la fondazione della Missionari Service News Agency (MI.S.N.A.), un’importante agenzia di stampa, della quale tutt’oggi ricopre il ruolo di Direttore Responsabile.

“ In Italia – spiega Albanese nel suo intervento - a causa del poco spazio dedicato agli esteri, abbiamo un giornalismo a carattere provinciale. Sarebbe opportuno, oltre che a ricercare nuovi mezzi di informazione, cambiare atteggiamento sul modo di fare informazione. Nella gente – continua il missionario comboniano - c’è un grande bisogno di “mondialità”. Tali esigenze non devono e non possono essere ignorate dagli organi di stampa”. Un uomo di “frontiera”, dunque, a cui i MIssionari Scalabriniani hanno voluto consegnare il premio: una scultura sanguigna in travertino, realizzata dall’artista Floriano Ippoliti. I motivi che hanno supportato la scelta, si possono sintetizzare nell’opera di promozione dei valori di una cultura di pace per una sana convivenza tra i popoli. Riconoscendo, soprattutto, l’impegno per creare una comunicazione sociale. Padre Giulio Albanese, infatti, ha contribuito in maniera determinante, accendendo i riflettori dell’informazione, a far apprendere alcune verità sconosciute ad una parte del mondo. Le guerre della Guinea Bissau, ad esempio, della Sierra Leone e dell’ex Zaire, oltre ad altre innumerevoli oppressioni da parte di regimi totalitari, quali quello del Kyhartoum contro i cristiani sudanesei, o al dramma di Safya.
Un premio che padre Gianni Borin, responsabile dell’evento lauretano, consegna, al termine di una interessante tavola rotonda. Un riconoscimento per chi è riuscito a dar voce a chi spesso non ne ha, che ha voluto ringraziare citando una frase di Martin Luther King “io non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti”.


 


Info e Segreteria Meeting:Tel. 071.976714 e 071.7505070 - email: info@meetingloreto.it