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Il decimo Meeting li Loreto
La ricerca di nuove strategie per lo sviluppo nel quali i migranti stessi siano attori.
Il fenomeno migratorio nella nostra epoca della globalizzazione è diventato “planetario”: non esiste Paese al mondo che non ne sia direttamente implicato; secondo le stime ONU, le donne e gli uomini in movimento sul nostro pianete superano ormai i 200 milioni. Oltre ai milioni di persone che devono spostarsi a causa di guerre, genocidi, regimi dittatoriali e disumani (rifugiati e profughi), abbiamo una grande massa di
diseredati (“le vite di scarto”, come le Chiama Zigmund Barman”) che si sposta per la sopravvivenza.
Da quanto si è venuto instaurando il sistema economico globalizzato, quello che molti definiscono il “nuovo disordine mondiale”, ha accentuato il divario tra Nord e Sud del mondo ed, in modo più generale, l’abisso tra i ricchi (sempre più ricchi e pochi) ed i poveri (sempre più poveri e moltissimi). Diventa quanto mai urgente ripensare tutto il discorso dello sviluppo. E questo sia nel mondo occidentale che consuma l’80%
delle risorse del pianeta e deve, quindi, operare una vera conversione verso il de-sviluppo. Sia per quelli che venfgono ancora chiamati i “Paesi in via di sviluppo” per i quali non è pensabile ed auspicabile esportare il modello occidentale di sviluppo. Siamo di fronte ad una scelta necessaria per la sopravvivenza del nostro pianeta e per reimpostare lo sviluppo e la pace tra i popoli.
In questo nuovo scenario è da collocare anche la riflessione su “migrazioni e sviluppo”.
Ma sono da superare i miti legati all’esportazione dei modelli occidentali di sviluppo, che nascondevano l’espropriazione, lo sfruttamento ed il depauperamento, secondo una visione neo liberale e neo colonialista, messa in atto soprattutto dalle multinazionali. Oggi, si tende a puntare sulla ricerca di uno sviluppo sostenibile, che risponda da una parte ai bisogni locali e che possa essere gestito dalle forze sociali,
politiche e dalla risorse umane promosse sul territorio stesso.
Sono anche da separare alcuni miti, che erano di moda negli scorsi decenni, nel momento della spartizione del mondo da parte delle multinazionali e della ristrutturazione economica ed industriale globale, che tendeva ad impiantare nei Paesi meno sviluppati gli impianti di produzione, che coniugavano lo sviluppo con l’esaurimento dei flussi migratori. Come sono da superare le strumentalizzazioni dei flussi sia da parte
della criminalità che sfrutta il traffico dei migranti, sia una visione solamente economicista dei flussi migratori. L’applicazione dei diritti umani diventa la base di ogni sviluppo ed il modo di trasformare i migranti in protagonisti dello sviluppo dei Paesi di immigrazione, qualora essi vengano inseriti in modo paritario nelle società di accoglienza e ne diventino protagonisti attivi. Questo processo, che implica una maturazione di una cultura della solidarietà a livello mondiale (“la globalizzazione della
solidarietà”) può anche trasformare i migranti come stimolatori delle società di accoglienza a diventare corresponsabili dello sviluppo dei Paesi di provenienza dei migranti e, nello stesso tempo, può incanalare e strutturare sia le rimesse che il rientro dei migranti come fattore positivo di sviluppo.
Sono questi i temi che verranno dibattuti nel corso del decimo Meeting Internazionale sulle Migrazioni (MIM), che verrà celebrato dal 28 settembre al 3 ottobre 2007 a Loreto.
Il MIM, giunto appunto alla sua decima edizione, intende dare il suo contributo al dibattito in atto in questi mesi sulle tematiche “migrazioni e sviluppo”, che si è articolato in una serie di incontri istituzionali ad alto livello, promossi dall’ONU, dalla Banca Mondiale, dall’Unione Europea.
Il Meeting si apre ufficialmente nel pomeriggio di venerdì 28 settembre, nella sala consigliare del Comune di Loreto, con la presenza delle autorità regionali, provinciali e Locali e sarà l’occasione per ribadire l’importanza della manifestazione stessa.
Nel weekend 29 – 30 settembre, avremo la presenza al Meeting di alcuni volontari internazionali, che saranno chiamati a confrontarsi sia con le linee politiche rinnovate delle agenzie internazionali dello sviluppo, ma anche con le tematiche critiche relative appunto a tutta la problematica dello sviluppo, quale si sta evolvendo nel dibattito odierno. Essi porteranno la loro esperienza concreta, fatta di tante speranze
ed ideali, ma anche di delusioni, di sudore e di impegno nel territorio.
Nei giorni 1 -2-3 ottobre, la presenza a Loreto di un gruppo nutrito di studiosi provenienti da tutte le parti del mondo, dal Nord America e dall’America latina, dall’Africa, dall’Asia, nonché dall’Europa e dall’Italia in particolare, sarà un’occasione unica per affrontare le tematiche, per mettere in discussione miti antichi e nuovi, per superare stereotipi, per individuare piste nuove o da rinnovare, per individuare
prassi ce permettano di coniugare le migrazioni con lo sviluppo.
La prima giornata (lunedì 1 ottobre) sara dedicata ad una disanima sulle politiche e sui percorsi migratori, con l’intervento di studiosi dei Paesi di emigrazione e dei Paesi di immigrazione, al fine di delineare il quadro dei flussi migratori, ma anche delle politiche che attualmente li governano. Si cercherà di superare il vecchio schema “nord – Sud” e di individuare piuttosto le politiche dei Paesi di emigrazione e
dei Paesi di immigrazione in quadro più generale del nostro mondo globalizzato.
Nella seconda giornata (martedì 2 ottobre) si vuole approfondire da due punti di vista complementari, il rapporto tra migrazioni e sviluppo: da parte delle istituzioni internazionali (Banca Mondiale, ACNUR, OCSE, Unione europea, Ministero Affari esteri) e da parte dei destinatari, attraverso la voce di studiosi che provengono dalle aree che dovrebbero essere l’oggetto degli interventi e dei progetti di sviluppo legati
alle migrazioni. L’obiettivo è quello di cercare nuovi obiettivi e nuovi scenari per concretizzare le grandi idee ed i grandi programma.
La terza giornata (mercoledì 3 ottobre) sarà dedicata alle prassi, che mettono in sinergia le migrazioni e lo sviluppo. Una panoramica legata in particolare all’Italia, Francia e Spagna, ci mostrerà la molteplicità di riflessioni, di intuizioni e di iniziative su questo versante, come pure i punti critici ed i cambiamenti di rotta da operare. Non si tratterà solo di una passerella di iniziative, quanto piuttosto di un
tentativo di portare ulteriori elementi al dibattito ed orientamenti operativi.
Ci auguriamo che la “tempesta di cervelli” che il Meeting cercherà di scatenare, e tutta la mole di informazioni, riflessioni e proposte, possano contribuire non solo a chiarire dal punto teorico il dibattito su “migrazioni e sviluppo” ma sappia suscitare “speranze”, che si traducono in operatività e diano un importante contributo, anche se piccolo e modesto, alo sviluppo. Ricordando che, come diceva Ernst Bloch, “prima
ancora di essere homo sapiens, creatura che pensa, l’uomo è una creatura che spera”.
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